Può essere esteticamente molto bello per forma, colori e disegni. Può essere aerodinamico abbastanza da dare quel qualcosa in più a livello di performance. Ma, soprattutto, deve garantire sicurezza e incolumità in caso di incidente. Stiamo parlando del casco da bici, che per i ciclisti professionisti è obbligatorio dal 2006. Prima era facoltativo e nelle immagini storiche del ciclismo degli anni di Coppi e Merckx è raro vedere un ciclista indossare il casco. Jean Robic, ciclista fra gli anni '40 e '60, che vinse anche un Tour de France, rappresentava un'eccezione e per questo era stato soprannominato “testa di vetro”, perché indossava sempre il casco. Ormai, da anni, il casco è obbligatorio anche per i ciclisti amatori.
Com'è fatto un casco da bici da corsa?
Fra i caschi da bici da corsa di un tempo e quelli utilizzati oggi la differenza è abissale. I caschi moderni, che devono proteggere il cranio del ciclista dagli urti, hanno un'alta capacità di assorbimento e protezione, che è fra l'altro certificata secondo le normative europee. I caschi da bici sono così composti:
- calotta esterna, solitamente fatta di policarbonato, è protetta da uno strato di lucido per resistere agli agenti atmosferici. Essendo la parte più esterna, dunque quella più visibile, è anche quella più curata esteticamente;
- calotta interna, composta in poliuretano espanso o in schiumato, viene unita alla calotta esterna attraverso la saldatura. Questa è la parte del casco che si deforma a causa di un urto, poiché assorbe l’energia cinetica sviluppata;
- fissaggio posteriore, solitamente formato da una rotella che lavora su due segmenti graduati. Questi due segmenti si possono avvicinare o allontanare, a seconda di come ruota la rotella, fissando il casco saldamente alla nuca;
- cinturini in cordura, pelle o gomma, che consentono il fissaggio del casco ed evitano lo scalzamento, ovvero che l’aria lo faccia scivolare via dalla testa del ciclista durante l'uscita in bici.
Caschi da bici: differenze e tipologie
Di caschi da bici da corsa, ovviamente, se ne possono trovare di vari modelli. Il più classico e ì il più utilizzato dagli stradisti è quello che garantisce aerodinamica e ventilazione allo stesso tempo, essendo dunque composto dai fori per l'aria, ma anche dotato di una forma molto aerodinamica. Fori e sicurezza, cioè alta resistenza, devono trovare un compromesso e dunque un casco che garantisce alte prestazioni può essere più caro della media, a seconda dei materiali con cui viene costruito. Caschi diversi sono quelli utilizzati dai professionisti, per esempio, durante le gare a cronometro: caschi completamente aerodinamici, senza fori per la ventilazione. Alcuni di questi modelli hanno anche la visiera incorporata. Vi starete chiedendo; “devo essere un professionista per avere un casco molto aerodinamico?” La risposta ovviamente è no. Ci sono caschi che garantiscono un'ottima aerodinamica, ma che sono comunque composti dai fori per l'aria. Questi sono meno aperti rispetto ai caschi più classici, ma presentano comunque un numero di fori sufficiente per far sì che il capo resti ben ventilato durante le pedalate. Questi caschi sono molto utilizzati sia dai professionisti che dagli amatori di livello competitivo.
Come scegliere il casco giusto?
Dopo aver elencato le caratteristiche e le tipologie di caschi da bici da corsa è importante capire quali sono gli aspetti più importanti da tenere in considerazione per la scelta del casco giusto. Il dettaglio che molti, purtroppo, mettono al primo posto, andrebbe invece considerato per ultimo: l'estetica. È vero che oggi il lato estetico è sempre più dominante e tutti i ciclisti vogliono avere bici, divise e accessori che si intonino. La sicurezza, però, deve avere la priorità. Il casco perfetto deve avere un'ottima imbottitura, che garantisca non solo protezione, ma anche comfort. Dunque, meglio se rimovibile. La ventilazione, come già detto, è un altro aspetto importante. È bene sapere che questa non viene determinata solo dal numero e dalla grandezza dei fori per l'aria, ma anche da una serie di canali interni nel polistirene, che servono per dirigere il flusso dell’aria attraverso il casco e sopra la testa. Il peso ideale di un buon casco è intorno ai 200 grammi. Ovviamente, più il casco è leggero e di qualità, più sale il prezzo. L’ultimo accorgimento per acquistare il casco da bici da corsa giusto è quello di misurarlo e provarlo con accuratezza. Dovete indossarlo, chiudere i cinturini e scuotere la testa: se il casco rimane nella sua posizione e non stringe troppo la testa, è della misura giusta. A questo punto, potete anche guardarvi allo specchio per verificare se vi piace esteticamente.